Le parole di giornalisti ed ex calciatori sulla Roma
Malen è già nell’Olimpo. E noi ringraziamo Raspadori
Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:
Ugo Trani (Tele Radio Stereo 92,7/Te la do io Tokyo): “Luiz Henrique vuole lasciare lo Zenit e la Roma a gennaio ci riproverà. L’operazione rimane difficile ma la Fifa può sbloccare la situazione. Leweling ha pagato l’indecisione nel finale della trattativa. Anche Gittens è un giocatore che rimane in lista, sta giocando poco e ha voglia di lasciare il Chelsea. Molto dipenderà dalla sentenza della Uefa a novembre. La Roma non può rischiare di finire di nuovo sotto il settlment agreement come è successo con la Juventus”.
Francesco Balzani (Tele Radio Stereo 92,7/Te la do io Tokyo): “Leweling sarebbe stato perfetto per la Roma ma non aveva tanta voglia di sposare questo progetto. Tra Luiz Henrique e Gittens prenderei il primo. A novembre la Roma verrà multata dalla Uefa e potrebbe incidere per il mercato di gennaio. Ma a Trigoria non c’è molta preoccupazione, da escludere l'esclusione dalle competizioni europee”.
Alessandro Fusco (Radio Radio Mattino - 104,5): “Non dovrebbero neanche chiederlo Dybala e Molina di andare alla festa di Messi. La Roma ha impedito la partenza di Malen, Cristante e Wesley per malanni più o meno tattici, lo sappiamo. Gasperini fa un gioco molto dispendioso a livello fisico, ha una grande attenzione a queste problematiche. Mi dispiace, ma non essendo convocati Dybala e Molina non dovrebbero nemmeno chiederlo, dovrebbero dare assoluta priorità a chi gli paga il contratto”.
Franco Ordine (Radio Radio Mattino - 104,5): “La Roma è stata già criticata dal ct dell’Olanda per la vicenda Malen, non si è capito cosa avesse, perché è stato tenuto a casa. Poi, voglio vedere cosa faranno gli altri illustri argentini. Cosa farà Lautaro? Gasperini fa dei paragoni, visto che non sono convocati perché devono fare questi viaggi senza essere convocati? Dal suo punto di vista ha ragione. In questi casi non ci dev’essere bisogno del diktat dell’allenatore, ma sono i giocatori stessi che devono a un certo punto capire e individuare la priorità, ovvero la società che li paga”.
Stefano Agresti (Radio Radio Mattino - 104,5): “Dybala e Molina pensano alla Roma, sono dei professionisti, ma sono tentati da questo viaggio, da questa festa quasi nazionale. Ci andrebbero volentieri, è un compagno, un punto di riferimento. Ma credo che il rispetto anche per un club che ti paga il contratto, per il quale lavori, imponga una decisione differente e saluteranno Messi in un’altra occasione. Credo che Gasperini abbia ragione. Gia Wesley, Malen e Cristante non sono andati perché non stavano bene, fare viaggi del genere per una festa è una distrazione da evitare. Se Dybala col Como non tocca palla o è stanco cosa succede?”
Mario Mattioli (Radio Radio Mattino - 104,5): “Io se fossi in Dybala e Molina ci andrei alla festa di Messi. Ma penso che li mandino alla fine, hanno giocato l’ultimo Mondiale insieme, non è che fanno presenza perché ci hanno giocato 15 anni fa, per cui alla fine credo che vadano”.
Nando Orsi (Radio Radio Mattino - 104,5): “Capisco il viaggio intercontinentale, le partite, che l’allenatore faccia i suoi interessi ma è una volta sola. Mi sembra esagerato che non si mandino Dybala e Molina alla partita d’addio di Messi”.
Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104,5): “Se si può evitare di mandare Dybala e Molina in Argentina è meglio, ma è anche vero che si tratta di un’occasione unica. Credo che il buon senso alla fine prevarrà”.
Simone Valdarchi (Radio Manà Manà - 90,9): “Per il match di stasera ho sia curiosità che sano disinteresse: quest’ultimo per l’inutilità della competizione, la curiosità perché c’è interesse nel vedere il nuovo corso azzurro di Roberto Mancini. Mantengo però il dubbio sul modulo scelto dal CT: per il 4-3-3 non hai abbastanza esterni d’attacco, mentre hai una vasta scelta di centravanti forti. A Trigoria le domande sono fondamentalmente tre: se ci saranno le amichevoli, quando rientreranno gli ‘infortunati’ e se Dybala e Molina partiranno per l’amichevole d’addio di Messi. A quest’ultima domanda la risposta ufficiale ancora non c’è, ma è più probabile di no.”
Piero Torri (Manà Manà Sport - 90,9): “Il calcio italiano ha dei particolari problemi. Non sarà chiaramente un’Italia competitiva per la vittoria, ma almeno c’è un inizio incoraggiante di nuovo/vecchio corso. Messi è stata la “disgrazia” di Dybala: il giallorosso ha giocato poco in Nazionale anche per via di Messi. Lui era il vice-Messi e, quando hai un mostro del genere davanti, è difficile giocare. La partenza per l’amichevole d’addio di Dybala e Molina sarebbe controproducente per la Roma. La società e Gasp hanno tutto il diritto di impedire loro di fare un viaggio lungo e tornare a poche ore dalla partita con il Como, anche se mi rendo conto che sia difficile dire di no. Su Romano? Mi sembra un po’ esagerata questa esaltazione. Sicuramente la Roma ha sbagliato a non mettere il diritto di recompra su questo giocatore: non si è lasciata una valvola di sicurezza”.
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